Su di me

L'esigenza di scrivere nasce dal bisogno di esternare qualcosa, dall'esigenza che hai di comunicare ciò che in quel momento ti fa soffrire.

Avevo tredici anni quando incontrai la morte. Il cancro, ad una ragazzina della quale ero perdutamente innamorato le portò via il braccio destro e dopo pochi mesi subentrò la sua metamorfosi.

In quell'occasione scrissi: "E' morta, la tengo tra le mie braccia, ecc."

Era il bisogno di esternare quel dolore immenso che l'evento aveva provocato.

Con il tempo, la vita ti porta ad avere alti e bassi e tu ti trovi come una banderuola esposta al vento.

All'età di sedici anni ti ritrovi trapiantato in un contesto diverso, da studente adolescente meridionale ti ritrovi ad essere un apprendista operaio in una città del settentrione d'Italia.

Sul tuo primo libretto di lavoro vi è la descrizione delle tue mansioni "scolaro". Li incontri la "solitudine". Sei sempre stato attratto dalla recitazione, ti piace il teatro, scopri la poesia di Jack Prévert "Questo amore." La fai tua poiché in essa trovi te stesso, trovi gli alti e bassi che stai vivendo. Gli incontri che hai fanno scaturire l'esigenza di esternare i tuoi sentimenti ed inizi a scrivere le sensazioni che vivi, versi, poesie, ecc.

Pur tirando la lima in una fabbrica di lampadari a centodieci lire l'ora, una compagnia di filodrammatici, apprezza il tuo recitare, avevi perfezionato l'interpretazione di Questo amore, e ti accoglie.

La tua dizione è pessima, anche se parli l'italiano scopri che le tue "o" e le tue "e" sono bestiali.

Hai una piccola parte nel "Processo a Gesù" di Diego Fabbri. Devi essere Ponzio Pilato.

Incontri un giornalista al quale sei simpatico. Gli chiedi se può cortesemente dare un'occhiata ai tuoi scritti e ti accorgi quanto ignorante sei. Sono tutti pieni di errori di ortografia, gli errori di sintassi appaiono evidenti. Ti rendi conto che lo scrivere non fa per te. Sei troppo ignorante. L'essere meridionale. ti castra inesorabilmente. A scuola non hai appreso niente. Lo scrivere cuore con la "C" lo hai appreso da una famosa canzone che diceva: "scrivevo quore con la "Q", cuaderno con la "C", quand'ero piccolino così. Che squallore.

Il tempo inesorabilmente passa e lungo questo passare ti porta a vivere sensazioni stupende. È la Vita.

Ti fa toccare il cielo con un dito e ti fa sprofondare. Ti accorgi che in questo sprofondare, se continua significa che non hai toccato il fondo. Te ne accorgi perché avviene che tutto cambia, tutto è in continua evoluzione e così la vita stessa ti fa risorgere. È come un seme che prima di germogliare, sprofonda le sue radici nella terra.

Comprendi cosa voglio dirti?

In altre parole: L'esigenza di scrivere nasce dalle tue esperienze, dal tuo vissuto, dalle tue frustrazioni che se non comunicate sono solo fine a sé stesse.