Perché la vostra crisi non è la fine, ma un invito

L'enigma di Onì d'André

incomprensione
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State guardando il muro del vostro salotto e vi sembra di vedere solo macerie. La parola "separazione" non è più un timore lontano, ma un'ipotesi che bussa alla porta ogni mattina. In quel vicolo cieco in cui vi sentite intrappolati, sembra che l'unica via d'uscita sia la scissione: dividere i mobili, i giorni della settimana, le vite dei figli.

Ma prima di chiudere quella porta, fermatevi un istante. Esiste un concetto affascinante, racchiuso nell'enigma di Onì d'André, che suggerisce una prospettiva diversa sulla vostra crisi.

Il mito della metà e l'inganno del "Due in Uno"

Spesso entriamo in una relazione cercando qualcuno che ci "completi", come se fossimo pezzi di un puzzle in attesa dell'incastro perfetto. Quando l'incastro smette di funzionare, pensiamo che il pezzo sia sbagliato.

L'enigma di Onì d'André ci sfida a ribaltare questa visione. L'incontro vero tra due persone non avviene per sovrapposizione, ma per apertura. Non siamo due monadi chiuse che devono combaciare, ma due universi che possono comunicare solo se mantengono una soglia aperta.

La crisi come "muro" o come "porta"?

In questo momento, vedete la vostra crisi come un muro. Ma il segreto dell'incontro risiede nella disponibilità a restare nudi di fronte all'altro, senza le armature del rancore o delle aspettative disattese.

  • La scissione è una fuga dal dolore: Pensiamo che separandoci smetteremo di soffrire, ma spesso portiamo con noi la stessa chiusura che ha generato il conflitto.

  • L'apertura è un atto di coraggio: Aprirsi significa dire: "Non so come uscirne, ma sono disposto a farti vedere la mia ferita senza usarla come un'arma contro di te".

Perché restare (e come farlo)

La famiglia non è un oggetto che si rompe e si butta; è un organismo che attraversa stagioni. La "scissione" che sognate come liberazione potrebbe essere, in realtà, solo la mancanza di un respiro comune.

L'incontro avviene solo se siamo disposti a:

  1. Riconoscere l'altro come "diverso": Non è un'estensione di noi, ma un individuo con il proprio mistero.

  2. Abbandonare il dogma della perfezione: Onì d'André ci ricorda che l'unità non è assenza di crepe, ma la luce che passa attraverso di esse.

"L'amore non è guardarsi l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione."

Prima di dichiarare la resa, chiedetevi: abbiamo davvero provato a incontrarci o abbiamo solo preteso che l'altro fosse lo specchio dei nostri desideri?

Un piccolo esercizio per voi

Stasera, invece di discutere di logistica o colpe, provate a sedervi l'uno di fronte all'altra in silenzio per cinque minuti. Non cercate soluzioni. Cercate solo di vedere, dietro la maschera della rabbia, la persona di cui vi siete innamorati, che è spaventata quanto voi.

L'enigma si risolve solo quando l' "io" e il "tu" smettono di farsi la guerra e decidono di ospitarsi a vicenda.

Se vuoi approfondire ti consiglio l'L'eclissi del dogma

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