
Il Dogma. Oltre l'invisibile
Le Barriere Invisibili che Imprigionano l'Anima
Nel mio percorso di esplorazione filosofica, spesso mi sono soffermato sul concetto di "catena". Siamo abituati a immaginare la prigione come un luogo fisico, fatto di mura di cemento e sbarre d'acciaio. Ma la verità è che la società moderna ha perfezionato una forma di reclusione molto più sottile e pericolosa: le barriere invisibili.
Questi confini non si vedono, ma si sentono. Sono muri trasparenti che limitano il nostro agire, il nostro pensare e, soprattutto, il nostro sentire.
1. Il Dogma della Normalità
La prima grande barriera è quella del conformismo. Fin dalla nascita, veniamo istruiti a seguire un binario prestabilito. C'è una "sceneggiatura" già scritta per noi: il successo inteso come accumulo, la sessualità vissuta come tabù o come mero atto meccanico, l'allineamento a un pensiero unico. Chi prova a uscire dal seminato, chi sceglie di essere "fuori coro", si scontra con una resistenza sociale silenziosa ma violenta. Questa barriera ci impedisce di esplorare la nostra vera essenza, quella che io chiamo la "Luce dell'Ombra".
2. La Prigione del Giudizio Altrui
Viviamo in un'epoca di costante esposizione, dove lo sguardo dell'altro è diventato la misura del nostro valore. Questa barriera invisibile ci porta ad autocensurarci. Quante volte abbiamo soffocato un'ispirazione o un desiderio per paura di non essere compresi? La società ci vuole specchi conformi, non individui riflessivi. Rompere questa catena significa tornare a guardarsi dentro, nell'"Eclissi del mondo esterno", per ritrovare la propria autenticità.
3. Il Confine tra Sacro e Carne
Una delle barriere più radicate è la separazione netta tra la spiritualità e il corpo. Ci è stato insegnato che il sacro risiede nell'alto e il peccato nel basso. Ma, come esploro nella mia Trilogia Sessuale, la vera elevazione avviene quando abbattiamo questo muro. La carne è sacra, il desiderio è un'energia vitale che, se liberata dai pesi del dogma, diventa uno strumento di conoscenza universale. La barriera qui è il senso di colpa, un'invenzione sociale volta a controllare l'indomabile spirito umano.
4. L'Incomunicabilità nell'Era della Connessione
Sembriamo tutti vicini, ma siamo separati da una barriera di vetro: lo schermo. La comunicazione autentica, quella che passa attraverso il "Sentirsi Vivo" e il contatto profondo, è stata sostituita da simulacri. La società ci offre l'illusione della libertà, mentre ci confina in bolle ideologiche che impediscono il vero confronto.
Conclusione: L'Atto di Ribellione è l'Introspezione
Come scrivo nel mio Manifesto, la via per abbattere queste barriere non passa attraverso la rivolta esterna, ma attraverso una trasformazione interiore.
Dobbiamo avere il coraggio di essere "Mandrake" della nostra vita: prestigiatori capaci di svelare il trucco, di vedere i fili che ci muovono e di reciderli. Abbattere le barriere invisibili significa accettare l'incertezza, abbracciare la propria unicità e camminare verso un'Armonia Universale che non accetta compromessi con il dogma.
La domanda che pongo a te, lettore, è semplice ma brutale: di quali barriere è fatta la tua cella? E quando inizierai a demolirla?
Se vuoi farmelo sapere. Per approfondire


