Onì d’Andrè:
"L'evoluzione di una voce che si trasforma in inchiostro"

"Dai colore alla tua voce e la voce diventò pensiero per fornire i suoi frutti."
Mi chiamo Davide Oscar Andreoni, ma in questo spazio di ricerca e riflessione mi firmo Onì d'Andrè. La mia storia è una metamorfosi: un viaggio che è partito dalla vibrazione del suono per approdare alla profondità della parola scritta.
Dalla Voce al Pensiero Per anni, con l'Accademia della Comunicazione Verbale, ho insegnato a liberare la propria identità attraverso il colore e il ritmo della voce. Credevo che il traguardo fosse la perfezione della dizione, ma la vita mi attendeva con una sfida inaspettata. A seguito di un intervento alle corde vocali, la mia voce fisica ha dovuto farsi silenzio, permettendo al pensiero di gridare più forte. Quello che prima era un insegnamento tecnico è diventato un'esplorazione filosofica.
L'Eredità Sonora: Le mie Radici Prima che la mia voce diventasse inchiostro, ha esplorato l'anima umana attraverso i versi dei grandi maestri. Vi invito ad ascoltare queste quattro testimonianze sonore; sono le radici da cui sono sbocciati i miei frutti attuali:
Adolescente (V. Cardarelli): La sospensione dell'attesa. La mia voce catturava quel momento magico tra l'innocenza e il divenire.
Questo amore (J. Prévert): La forza della vita. Un'interpretazione che celebra l'amore nella sua prepotenza vitale.
Se – If (R. Kipling): La tempra dell'essere. In questi versi risiede il senso della dignità e della resilienza che guida ogni mia riflessione.
L'Arte Amatoria (Ovidio - Rielaborazione Onì d'Andrè): La seduzione del pensiero. In questa rielaborazione ho smesso di essere solo un interprete. Ho abitato il testo classico per trasformarlo, segnando il passaggio definitivo tra la voce che esegue e il pensiero che crea.
I Frutti di Oggi Dalle opere della mia Trilogia Esistenziale fino alle recenti introspezioni su La Forza del Pensiero e il rapporto con Madre Natura, la mia scrittura è oggi il luogo dove la dizione diventa dedizione. Ogni mia "elucubrazione" è un invito a risvegliare la coscienza e a nutrire quel pensiero consapevole che, proprio come un frutto, cade dall'albero dell'esperienza per nutrire chi lo raccoglie.
Quella voce non è svanita, si è trasformata in inchiostro. Le tonalità che prima vibravano nell'aria ora scorrono sulla carta. Così nasce Onì d'Andrè: un progetto che esplora le nefandezze della società, mette a nudo i tabù e dà forma alle inibizioni e ai traumi che ognuno di noi porta dentro."
Bisogna far qualcosa, bisogna essere protagonisti. Bisogna far diventare anche gli spettatori protagonisti di un progetto. Ecco perché parlo di "Innovazione Sostenibile" (Il modello SUK).
"In questo nuovo cammino, adotto una visione che definisco SUK (Sostenibilità, Unicità, Koinè/Conoscenza). Per me, per Onì d'André, l'innovazione sostenibile non è un termine aziendale, ma un impegno etico. "Il progetto è strutturato per collaborare con istituzioni e partner che vedono nell'arte e nella denuncia uno strumento di rigenerazione sociale", vedi Risorse Utili.
Per rendere l'idea:
- Scrivere per denunciare significa creare un valore che resta, aiutando chi legge a riconoscere e affrontare i propri silenzi.
- Onì d'Andrè si pone come una realtà attenta al futuro delle relazioni umane, dove la comunicazione non è più solo 'parlata' ma 'sentita'.
- Ogni testo è un atto di denuncia, un modo per attirare stakeholder e partner che credono in una cultura libera dai traumi e dalle ipocrisie sociali."
Oggi Onì d'Andrè è questo: la voce che si è fatta inchiostro per continuare a donare i suoi frutti.


