
Onì d'André
Il cammino di Onì: Dalla Nebbia al Mare (e Ritorno)
Capitolo 1: L'Origine e il Sogno
Tutto è iniziato a Milano, tra la frenesia di una carriera avviata e la consapevolezza che la vita non potesse ridursi a un semplice incastro di doveri. Sentivo il bisogno di dare voce a qualcosa di più profondo, un'urgenza che chiamavo "elucubrazione". L'idea dell'Accademia nasceva lì: un desiderio di insegnare all'uomo a comunicare non solo con le parole, ma con l'anima e il corpo.
Capitolo 2: La Scoperta della "Provincia Arida"
La Liguria apparve all'orizzonte come una promessa di luce. Ma il primo impatto con il Ponente ligure fu uno scontro con quella che presto avrei definito la "provincia arida". Un luogo di bellezza mozzafiato, ma popolato da una chiusura mentale e istituzionale che sembrava impermeabile alla novità. Eppure, non mi arresi.
Capitolo 3: L'Ancoraggio a Vallecrosia
La stabilità ebbe finalmente un indirizzo: Vallecrosia. Una casa in una palazzina di quattro piani, quasi lambita dal mare. Tra noi e la spiaggia solo la passeggiata, il respiro della risacca che entrava dalle finestre. Quel balcone affacciato sull'infinito divenne il mio tempio. Fu quel panorama a convincere mia moglie che Milano poteva, almeno per un po', restare alle spalle.
Capitolo 4: La Nascita dell'Accademia
Nonostante le resistenze, l'Accademia prese corpo. Trovai alleati preziosi: Adriano, dirigente della CNA, che portava la solidità delle istituzioni; la giovane Paola, anima organizzativa infaticabile; e una ragazza francese che ci aprì le porte di Nizza. Eravamo una task force della cultura, pronti a scuotere il torpore locale.
Capitolo 5: Il Grande Evento e il Linguaggio del Corpo
Organizzammo una giornata storica per i docenti delle scuole. Coinvolsi il dott. Traverso per spiegare la meccanica della voce e Paulo Cucciol per svelare i segreti del corpo. Per rompere gli indugi, feci venire da Milano mio fratello Guido, fondatore de "El Tranvai". Il suo cabaret portò il lampo dell'ironia milanese in quella sala attenta. Fu un trionfo di contenuti e di vita.
Capitolo 6: Il Muro di Vetro
Dopo quell'evento, mi aspettavo una rivoluzione. Invece, vinsero le resistenze. I docenti uscirono entusiasti, ma le istituzioni scolastiche si chiusero a riccio. "Valuteremo", dicevano. Era il muro di gomma della provincia: non un rifiuto, ma un'indifferenza che consumava l'ossigeno del progetto. L'Accademia sembrava destinata a restare un'eccellenza inascoltata nel deserto.
Capitolo 7: Lo Stravolgimento (Il Sabato Sera)
Poi, un sabato sera, il destino cambiò rotta. Mio cognato Roberto, commerciante dal fiuto infallibile, venne a trovarci. Invece di cenare in casa, volle portarci nel ristorante proprio di fronte al nostro cancello, sul mare. Tra una portata e l'altra, l'affare si materializzò. Senza quasi rendermene conto, mi ritrovai a gestire quel ristorante e lo stabilimento balneare annesso.
Capitolo 8: Dallo Spirito alla Materia
L'Accademia entrò in ibernazione. La dizione e la filosofia lasciarono il posto alla sabbia, alla cucina, ai conti e alla gestione frenetica del lungomare. Fu un'immersione totale nella materia. Ma anche quella fu una lezione: osservare l'umanità nuda sulla spiaggia mi diede nuovi semi per le mie riflessioni su Madre Natura e sul comportamento umano.
Capitolo 9: Il Ritorno e la Sintesi Finale
Ma l'anima non può restare sepolta sotto la sabbia per sempre. Quell'avventura commerciale fu l'ultimo atto del mio periodo ligure. Sentivo che il cerchio doveva chiudersi dove tutto era iniziato. Tornai a Milano, ma non ero più lo stesso uomo. L'Accademia rinacque tra le mura della metropoli, trasformata in un laboratorio di pensiero puro.
Capitolo 10: Onì d'Andre oggi
Oggi, quelle sedici opere che ho scritto sono il frutto di questo viaggio. Ogni "no" ricevuto in provincia, ogni riflesso del mare di Vallecrosia, ogni risata di Guido e ogni visione del Sesso Divino si sono fusi nella mia voce d'autore. Ho smesso di cercare il consenso delle scuole; oggi parlo direttamente al cuore di chi vuole svegliarsi. La danza cosmica continua, e io non ho mai smesso di ballare.nserisci qui il tuo testo...


